Frosinone piange Amedeo Di Sora, il giornalista
Amedeo Di Sora il giornalista è passato a miglior vita. Specificare la sua professione è stato necessario per la gran parte della sua esistenza, per distinguersi e per distinguerlo dagli altri cinque omonimi coevi, tutti frusinati. Giornalista però si sarebbe chiamato comunque, perché Amedeo lo è stato soprattutto ed è stato degno del titolo professionale, cosa per niente scontata per chiunque abbia l’iscrizione all’albo.
Difficile elencare una lunga vita da protagonista dell’informazione sportiva e non solo. Per dovere cito la sua lunga collaborazione con il Corriere dello Sport, dopo le prime esperienza nelle cronache locali dei quotidiani generalisti. Il Corriere di Frosinone, un settimanale molto importante. La riviviscenza del giornale satirico La Uespa, invenzione di Alessio Di Sora, dal quale il nostro Amedeo ha ereditato la pungente ironia. I suoi romanzi. Tanto, tanto altro come, ad esempio, la radio e la televisione locale.
Mi limito a un aneddoto. La prima emittenza radiofonica privata locale si deve essenzialmente a lui. Occorrevano i soldi per acquistare un trasmettitore, quello che Amedeo Di Salvatore avrebbe utilizzato per far partire Radio Ciociaria. Amedeo era a cena al ristorante Le Tre Stelle, sulla Monti Lepini a Frosinone. Chiese a tutti i presenti di partecipare alla colletta per acquistare quel trasmettitore. Tra i tanti era presente anche il consigliere regionale Paolo Tuffi, che contribuì generosamente. Fu la voce di Amedeo la prima in onda da un’emittente radiofonica privata in Ciociaria e probabilmente la prima nel Lazio. Fu per una radiocronaca in diretta dal Matusa del Frosinone, forse il suo più grande amore. Il trasmettitore radio, un vecchissimo residuo militare, funzionava abbastanza e l’antenna fissata a mala pena sul campanile di Frosinone, trasmetteva per la prima volta nell’etere frusinate una voce locale.
Ciao Amedeo, la tua voce ancora vola.



